I giardini-museo in Toscana

Tra i parchi-museo presenti in Toscana cito alcuni degli esempi più belli e suggestivi: il giardino dei Tarocchi, il giardino di Daniel Spoerri, il parco di Pinocchio, Parco Museo “Quinto Martini”, Il giardino di villa Celle e il Parco delle sculture del Chianti.

 

Il giardino dei tarocchi

giardino dei tarocchi vista generale

Uno dei parchi artistici più affascinanti della Toscana è sicuramente il Giardino dei Tarocchi. L’ideatrice fu una scultrice francese di fama mondiale: Niki de Saint Phalle.

giardino dei tarocchi

Fonte d’ispirazione alla realizzazione di questo esoterico giardino è stato sicuramente parco Guell dell’architetto Gaudì a Barcellona, sono evidenti le analogie tra l’opera di Niki De Saint Phalle e quella dell’artista spagnolo non solo per l’uso dei materiali ma anche per la forte carica simbolica racchiusa in tutto l’intervento. Le sculture sono state realizzate internamente con tondino di ferro sagomato e saldato a formare una rete fitta e intrecciata con una forma che già assomigliava alla scultura. Quest’intreccio di ferro è stato riempito e rivestito di cemento costituendo la parte grezza ed in seguito è stato rivestito con mosaici a specchio, vetri pregiati e tessere di ceramica, lavorate e cotte sul posto. Tutto il giardino è recintato da un muro di tufo in cui si inserisce il singolare progetto della biglietteria, opera dell’architetto Mario Botta.

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Comune: Capalbio
Tel.: 0564 895122 Fax 0564 895700
Sito internet: www.nikidesaintphalle.com
Orario di apertura: maggio – ottobre 14,30 – 19,30.Da novembre a aprile, il parco museale rimane chiuso al pubblico, ma si accetta la visita soltanto su prenotazione di gruppi di almeno 15 persone con biglietto ridotto( euro 6,00 )chiuso la domenica e festivi
Ingresso: intero euro 10.5, ragazzi da 7 a 16 anni, studenti, persone con età superiore a 65 anni euro 6 Bambini con età inferiore a 7, persone disabili anni ingresso gratuito

Il giardino di Daniel Spoerri

spoerri 3  Nella seconda metà degli anni ’90 Spoerri approda al piccolo paese di Seggiano dando vita al progetto di un parco-museo di sculture ed istallazioni. Il percorso, all’interno dei 15 ettari di parco, si dipana fra ampi spazi erbosi e boschetti con un andamento apparentemente casuale; le opere d’arte contemporanea si dispongono in ordine sparso integrandosi e mimetizzandosi nel paesaggio.

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Allestito con circa 103 opere tra installazioni e sculture di artisti contemporanei rappresenta un percorso artistico e naturalistico davvero unico nel panorama italiano. Oltre alle opere di Daniel Spoerri nel giardino sono esposte molte opere di suoi amici artisti tra cui: Eva Aeppli, Arman, Till Augustin, Ay-o, Roberto Barni, Erik Dietman, Katharina Duwen, Karl Gerstner, Luciano Ghersi , Johann Wolfgang von Goethe, Alfonso Hüppi, Juliane Kühn, Zoltan Ludwig Kruse, Bernhard Luginbühl, Ursi Luginbühl, Birgit Neumann, Luigi Mainolfi, Meret Oppenheim, Dieter Roth , Susanne Runge, Uwe Schloen, Kimitake Sato, Pavel Schmidt, Esther Seidel, Patrick Steiner, Jesus Rafael Soto, Paul Talman, André Thomkins, Jean Tinguely, Roland Topor, Paul Wiedmer.

Daniel Spoerri, figura eclettica nel panorama artistico contemporaneo, ha lavorato come ballerino, coreografo, mimo, poeta, scrittore.
INFO 
www.danielspoerri.org

Dove: Seggiano (GR)

APERTURE
da Pasqua al 1. luglio
tutti i giorni (tranne lunedì), ore 11– 20
1. luglio – 15. settembre
tutti i giorni , ore 11– 20
15. settembre – 31. ottobre
tutti i giorni (tranne lunedÌ), ore 11– 19
novembre – fino marzo solo su prenotazione

Lunedì chiuso ad eccezione di 1. luglio – 15. settembre

prenotazione:  tel. +39 0564 950 805    fax. +39 0564 950553   email: ilgiardino@ilsilene.it

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Il parco di Pinocchio

parco pinocchio

Nel 1951per le opere di scultura e per il progetto del parco fu indetto un concorso nazionale al quale parteciparono ottantaquattro scultori. La vittoria andò ex aequo a Emilio Greco per la scultura Pinocchio e la Fata e a Venturino Venturi per la Piazzetta dei Mosaici, il progetto fu affidato agli architetti Renato Baldi e Lionello De Luigi.

Con il passare degli anni il Parco si è arricchito di nuove realizzazioni. Nel 1963 fu inaugurata l’Osteria del Gambero Rosso, opera dell’architetto Giovanni Michelucci.  pinocchio carabiniere Nel 1972 fu realizzato il Paese dei Balocchi, progettato da Pietro Porcinai e Marco Zanuso, completato da ventuno sculture in bronzo di Pietro Consagra, che rappresentano i personaggi, le situazioni e gli ambienti della fiaba. Nel 1986 fu aggiunto il Laboratorio delle Parole e delle Figure, da uno schizzo dell’architetto Giovanni Michelucci, spazio dove vengono realizzate mostre sull’illustrazione per l’infanzia e laboratori didattici.

la balena di pinocchio

info

Comune: Pescia
Località: Collodi
Sito internet: www.pinocchio.it
Tel.: cercare orario corretto 0572 429342 – 0572 429364 (Ristorante – Osteria del Gambero rosso)
Orario di apertura: tutti i giorni dalle 8.30 al tramonto
Ingresso: Interi EUR 11,00
Ridotti EUR 8,00

Parco Museo “Quinto Martini”

A Seano si trova uno dei più vasti parchi-museo d’Europa dedicati ad un singolo autore:Il Parco Museo “Quinto Martini” inaugurato nel 1988. Inserito  nella suggestiva cornice naturale delle colline carmignanesi il Parco fu disegnato da Ettore Chelazzi. Si estende per quasi 32 mila metri quadri ed accoglie 36 sculture bronzee dell’autore fuse da opere realizzate tra il 1931 ed il 1988: un percorso ideale – fatto di attimi fissati nell’eternità, tra scene agresti e di vita vissuta – dove fare due passi per ricrearsi nel corpo e nello spirito.

parco-quinto-martini Parco Museo Quinto Martiniinfo: sempre aperto, ingresso libero

 

Il giardino di villa Celle

Nel 1969 Celle venne acquistata dall’imprenditore pratese Giuliano Gori, collezionista di arte contemporanea, il quale durante questi anni ha raccolto molte opere d’arte contemporanea, rendendo tutta la proprietà un vero e proprio museo all’aperto. Sparsi all’interno del parco si trovano opere d’arte dei più famosi artisti nazionali ed internazionali, tra questi figurano: Magdalena Abakanowicz, Alice Aycoch, Luciano Fabro, Dani Karavan, Sol LeWitt, Richard Long, Fausto Melotti, Robert Morris, Dennis Oppenheim, Pistoletto, Anne e Patrick Poirier, Ulrich Ruckriem, Richard Serra, Mauro Staccioli, George Trakas e molti altri.

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All’interno del Parco si trova Il torrente Brana utilizzato per la realizzazione di un lago in forme naturali corredato da un’isoletta ospitante un tempietto in forme neoclassiche, e da un “orrido” roccioso, attraversato da un ponticello, su cui si infrange una cascata. Nelle vicinanze dell’orrido vi è un edificio neogotico, conosciuto come “Tempietto della fonte” ed un altro in stile egizio.

Comune: Pistoia
Località: Santomato
Tel. e Fax: 0573 479486
Orario di apertura: Il parco e visitabile dietro presentazione di richiesta scritta nel periodo compreso tra maggio e settembre.
Ingresso: gratuito

Parco delle sculture del Chianti

Aperto da aprile a settembre, dalle 10 al tramonto; da ottobre a marzo solo su appuntamento. Lunedì chiuso. Ingresso a pagamento. Le installazioni del parco, che è stato inaugurato nel 2003, si distribuiscono lungo un tracciato circolare che attraversa un incontaminato bosco di querce e lecci.

Al punto di inizio del percorso, da un lato si trova la casa-galleria d’arte del proprietario, dall’altra l’ingresso del parco, dove pesino la biglietteria è un’opera d’arte: è la ‘Casa nel bosco’ del giapponese Kei Nakamura, inizio e fine del percorso ad anello lungo il quale sono disposte le altre sculture.

info www.chiantisculpturepark.it

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Pallet bed

L’uso del “pallet” sia nel “fai da te” che nell’interior design è ormai molto comune soprattutto nell’ottica del riuso, del riciclo, dell’ecosostenibilità e, perché no, dell’economicità.
Di seguito alcuni esempi di come sostituire la classica struttura del letto con i pallet: si va dal lettino per bambini al divano/letto per ospiti, le possibilità sono davvero infinite grazie all’uso di colori, stoffe, composizioni diverse….

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2DIY-Pallet-headboard-rustic-white-bedroom

3DIY-pallet-white-platform-bed-striped-bombe-chest-550x458 Continua a leggere

Archisir: “Quanto pesa il suo edificio, Mr. Foster?”

“Quanto pesa il suo edificio, Mr Foster?”

Esce in alcune sale italiane il documentario presentato ai Festival di Berlino e San Sebastian,  di López Amado e Carcas, come ha scritto The Telegraph, “l’elegante ritratto di uno dei più stimati architetti della modernità”!

foster

Il film ripercorre l’ascesa di uno degli architetti più importanti del mondo, Norman Foster, e la sua ricerca senza fine di migliorare la qualità della vita attraverso il design. Il documentario fa il punto sulla sua carriera e racconta come sia riuscito a realizzare alcune opere che hanno segnato lo skyline delle maggiori metropoli del mondo: dall’Aeroporto di Pechino all’Hearst Building di New York al 30 St Mary Axe di Londra.

foster marsiglia

foster + partners: vieux port pavilion, marseille

Foster-and-Partners-Architecture-BERLINReichstag Dome

 

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Hearst Tower, NY30 st mary axe london

30 St Mary Axe, London

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Ecodesign: riuso e autocostruzione (parte I)

“Nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma”

Il primo principio della termodinamica, o principio di conservazione dell’energia, stabilisce che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, ovvero che l’energia cambia di forma ma si conserva sempre.

Vorrei partire da questo principio per parlare di eco – design o design sostenibile.
Come in architettura si è diffuso il concetto di riuso e autocostruzione (social housing etc…) possiamo notare la grande ricerca da parte dei designers di tutto il mondo per riuscire ad utilizzare materiali sempre più compatibili (per esempio il cartone) o riutilizzare materiali di scarto di altre lavorazioni per creare un nuovo ciclo di produzione.
I principi fondamentali dell’ecodesign sono:
    1) Materiali sostenibili: materiali non tossici, riciclati o riciclabili
    2) Risparmio energetico
    3) Qualità e durabilità
    4) Design e riciclo
Parlando di riciclo e di riutilizzo di materiali recuperati o recuperabili a bassissimo costo si sta espandendo una’interessante ricerca di riciclo dei pallet che spazia dal semplice riutilizzo “tout court” (magari colorato o unito) alla costruzione di vere e proprie strutture abitative.
I pallet sono le pedane costituite da assi di legno molto utilizzate nell’industria dei trasporti per movimentare materiale di vario genere. Solitamente, dopo l’utilizzo vengono bruciati perché restituirli al proprietario costerebbe di più che comprarne di nuovi. I pallets hanno numerosi vantaggi: sono leggeri, trasportabili, facilmente reperibili, ecosostenibili, costano poco  e sono caratterizzati da misure standard.
Pallet, architettura e sostenibilità
Partendo da questo punto e dal conseguente spreco di un ottimo materiale (il legno) gli austriaci Gregor Pils e Andreas Claus Schnetzer hanno pensato di usare i pallet come materiale da costruzione per la Palettenhaus: tamponature, tramezzi e solai tutti in pallets.

casa palletscasa palletsfoto della Palettenhaus dei due designers Gregor Pils e Andreas Claus Schnetze (via hausderzukunft.at)

Un altro progetto con importanti finalità umanitarie e sociali è il prototipo PALLET HOUSE – MULTIFUNCTIONAL GARDEN SHED OR CABIN costruito per il PRINCE CHARLES’ ROYAL GARDENS nel 2010 a Londra. Lo studio I-Beam Design, fondao nel 1998 da Vini Suzan e Azin Valy si è ispirato dal fatto che l’84% dei rifugiati del mondo potrebbero essere alloggiati con l’approvvigionamento di un anno di pallet riciclati americani.

Il loro prototipo “CASA PER TUTTI” presentato alla Triennale di Milano nel 2008 è stato concepito come un rifugio transitorio per rifugiati che ritornano in Kosovo. In questo caso si voleva risolvere una situazione temporanea e c’era bisogno di un rifugio alternativo alla soluzione tipica tenda. Si tratta di una soluzione economica, efficiente e facilmente realizzabile per risolvere il problema delle persone sfollate a causa di calamità naturali, epidemie, carestie, lotte politiche ed economiche o di guerra. Il progetto può servire non solo i profughi nelle zone disastrate, ma anche come una soluzione modulare, prefabbricata di alloggi a prezzi accessibili in tutto il mondo in grado di migliorare la vita delle persone, l’ambiente e la società. Una struttura semplice pallet si evolve naturalmente da un riparo di emergenza a casa permanente con l’aggiunta di materiali più stabili come, pietra, terra, fango, gesso e cemento.

foto dal sito dello studio I-Bean

Pallet e design

Per gli uffici della Brandbase, agenzia pubblicitaria di Amsterdam lo studio di architettura  Most Architecture ha realizzato l’arredo degli spazi utilizzando un budget di 50.000 euro e solo materiale riciclabile. I pallet in questo caso  sono stati sfruttati per quasi tutto l’arredamento e per costruire una scala che unisce due ambienti su livelli diversi.

Altri esempi di utlizzo dei pallet nell’interior design contemporaneo

tavolo-isola  [via jennyshus]

Gli enologi Ted Osborne e Kim Wedlake hanno aperto una sala di degustazione per i vini di Napa Olabisi, la coppia ha usato materiali riciclati con pallet rigenerati, botti di vino, e tela (via remodelista)

via flickr

via calinteriors

via here

via designspotter

Pallet e materiali da costruzione

In ultima analisi si possono usare le tavole di pallet, opportunamente trattate, anche come materiale da costruzione grezzo per rivestire pareti o creare nuovi pavimenti.

via momandherdrill

foto

Palais Stoclet

Josef Hoffmann – Palais Stoclet (1905-1911)

Bruxelles

Palais Stoclet rappresenta la più alta summa di tutta l’arte secessionista viennese (Gesamtkunstwerk) e di tutta la Wiener Werkstätte

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Archi-gourmet: la cucina diventa PANTONE!

La food designer e blogger francese Emilie de Griottes ha inventato le Pantone Tarts, originali crostate che ricreano i campioni di colore del noto brand americano PANTONE per la rivista culinaria francese “Fricote”. Grazie all’uso creativo di  carote, verdure, caramelle, limoni, bacche, lamponi ed altri prodotti ha sperimentato nuovi modi di esprimere la teoria del colore!. Le ricette per fare a casa vostra le torte sono disponibili nell’edizione 6/2012 di Fricote.

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Miss Architettura

 

Per “festeggiare” l’8 marzo ecco un elenco di Architetti donna che hanno contribuito in maniera fondamentale allo sviluppo dell’architettura!

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Il ponte invisibile

Moses Bridge – Ro&Ad Architecten

Il ” ponte” Mosè situato nell’Halsteren, Comune di Bergen
 – Paesi Bassi, segna il terreno e penetra l’acqua e offre un’esperienza emozionante e inaspettata: si può sperimentare l’esperienza unica di sprofondare e camminare sotto l’acqua, rimanendo completamente asciutti. Il concetto e la realizzazione sono stati fondamentali per rendere  il “ponte”  inesistente da lontano in modo da preservare l’integrità del sito e permettere le viste al Forte del 17° secolo.

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Urban design e solidarietà

Mi piacerebbe parlare di un’iniziativa davvero interessante che è stata portata avanti dal Comune di Firenze insieme allo studio di architettura e design Phicubo (architetto Alessandra Bertini e il designer Gianluca Belli) per migliorare la vita dei gatti randagi e delle condizioni di decoro e pulizia della città. Infatti spesso la presenza di una colonia felina è sinonimo di ciotole sporche lasciate sparse nei vicoli di molte città (soprattutto nei centri storici) creando purtroppo disagio per i residenti.

Grazie a questa iniziativa sono stati installati in diversi punti della città di Firenze mangiatoie in acciaio piegato, accuratamente trattato per stare all’aperto, di nome RISTOGATTO con una piccola dispensa,  acqua sempre pulita e lo spazio sufficiente per nutrire una decina di gatti. È rialzata da terra e ben coperta così da evitare le intrusioni di foglie, insetti e pioggia.

Inoltre sono state installate delle tane-rifugio (GATTOMACA) che possono accogliere più gatti , hanno due uscite e sono composte da un guscio in cotto e da un supporto in acciaio che sostiene il cesto, la scatola o il cuscino. Il guscio è rialzato da terra così da creare un’aerazione interna per offrire un riparo anche nelle giornate torride.

Spero vivamente che non rimanga un caso isolato ma che venga adottata anche in molte altre città come segno di decoro urbano e di aiuto per i felini randagi.

Foto tratte da www.phicubo.it