Palais Stoclet

Josef Hoffmann – Palais Stoclet (1905-1911)

Bruxelles

Palais Stoclet rappresenta la più alta summa di tutta l’arte secessionista viennese (Gesamtkunstwerk) e di tutta la Wiener Werkstätte

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Archi-gourmet: la cucina diventa PANTONE!

La food designer e blogger francese Emilie de Griottes ha inventato le Pantone Tarts, originali crostate che ricreano i campioni di colore del noto brand americano PANTONE per la rivista culinaria francese “Fricote”. Grazie all’uso creativo di  carote, verdure, caramelle, limoni, bacche, lamponi ed altri prodotti ha sperimentato nuovi modi di esprimere la teoria del colore!. Le ricette per fare a casa vostra le torte sono disponibili nell’edizione 6/2012 di Fricote.

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Miss Architettura

 

Per “festeggiare” l’8 marzo ecco un elenco di Architetti donna che hanno contribuito in maniera fondamentale allo sviluppo dell’architettura!

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Il ponte invisibile

Moses Bridge – Ro&Ad Architecten

Il ” ponte” Mosè situato nell’Halsteren, Comune di Bergen
 – Paesi Bassi, segna il terreno e penetra l’acqua e offre un’esperienza emozionante e inaspettata: si può sperimentare l’esperienza unica di sprofondare e camminare sotto l’acqua, rimanendo completamente asciutti. Il concetto e la realizzazione sono stati fondamentali per rendere  il “ponte”  inesistente da lontano in modo da preservare l’integrità del sito e permettere le viste al Forte del 17° secolo.

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Urban design e solidarietà

Mi piacerebbe parlare di un’iniziativa davvero interessante che è stata portata avanti dal Comune di Firenze insieme allo studio di architettura e design Phicubo (architetto Alessandra Bertini e il designer Gianluca Belli) per migliorare la vita dei gatti randagi e delle condizioni di decoro e pulizia della città. Infatti spesso la presenza di una colonia felina è sinonimo di ciotole sporche lasciate sparse nei vicoli di molte città (soprattutto nei centri storici) creando purtroppo disagio per i residenti.

Grazie a questa iniziativa sono stati installati in diversi punti della città di Firenze mangiatoie in acciaio piegato, accuratamente trattato per stare all’aperto, di nome RISTOGATTO con una piccola dispensa,  acqua sempre pulita e lo spazio sufficiente per nutrire una decina di gatti. È rialzata da terra e ben coperta così da evitare le intrusioni di foglie, insetti e pioggia.

Inoltre sono state installate delle tane-rifugio (GATTOMACA) che possono accogliere più gatti , hanno due uscite e sono composte da un guscio in cotto e da un supporto in acciaio che sostiene il cesto, la scatola o il cuscino. Il guscio è rialzato da terra così da creare un’aerazione interna per offrire un riparo anche nelle giornate torride.

Spero vivamente che non rimanga un caso isolato ma che venga adottata anche in molte altre città come segno di decoro urbano e di aiuto per i felini randagi.

Foto tratte da www.phicubo.it

LESS IS MORE

CAN THE TUGENDHAT VILLA BE LIVED IN?

Questa provocatoria domanda è stata espressa  dallo storico dell’arte Justus Bier come reazione ad un articolo sulla nuova struttura della Villa Brno in ‘Die Form’ la rivista pubblicata nel 1931.
Villa Tugendhat , situata a Brno,  è stata progettata negli anni 1929-30 dall’architetto tedesco Ludwig Mies Van der Rohe ed è diventata Sito Unesco World Heritage dal 2001. Nel 2010 sono stati finalmente avviati i lavori di restauro che hanno restituito all’opera la sua antica nobiltà. nella ritrovata purezza formale. Il 6 marzo aprirà nuovamente al pubblico!
Il progetto
I coniugi Tugendhat erano rimasti affascinati dal padiglione tedesco presente all’ esposizione internazionale di Barcellona del 1926, fino al punto di contattarne l’autore Mies van der Rohe commissionandogli una villa nello stesso stile.
Fino ad oggi quasi tutti hanno convenuto che l’essenza della realizzazione di Brno è stata la disposizione della stanza principale e la sua connessione con l’esterno e il giardino. Gli arredi interni della casa sono stati disegnati da Ludwig Mies van der Rohe insieme ai suoi
colleghi Lilly Reich e Sergio Ruegenberg. Il mobilio era principalmente in tubolare d’acciaio e in legno pregiato (palissandro, zebrano ed ebano Macassar).
La villa, di tre piani, è situata su un terreno in pendenza e si affaccia a sud-ovest. Il primo piano, cioè il piano seminterrato, contiene i servizi di utilità. Il secondo piano, il piano terra, è composto dal soggiorno principale, la terrazza e la cucina. Il terzo piano, cioè il primo piano, ha l’ingresso principale dalla strada con un passaggio sulla terrazza, la sala d’ingresso, le camere per i genitori, per i bambini e la tata.
Le singole zone funzionali all’interno della zona giorno sono divise dal muro di onice di colore giallo mile con venature bianche di origine marochhina e la parete semicircolare di legno di ebano Macassar estratto sull’isola di Celebes, nel sud- est asiatico. Un effetto
particolarmente affascinante si ottiene al tramonto, quando il sole discende verso il giardino e la luce, penetrando dalle ampie finestre, colpisce la preziosissima parete color rosa semitrasparente in onice, lunga quasi quattro metri, diffondendosi in tutto l’ambiente del soggiorno. Lo studio con la biblioteca e il giardino d’inverno adiacente era dietro la parete di onice.
La villa è caratterizzata dall’impiego di tecnologie avanzate e materiali esotici, come l’onice e l’ebano usati per le pareti e sostenuta da 29 colonne d’acciaio a croce (come per il famoso padiglione) saldate nel calcestruzzo.
Mies van der Rohe progettò anche i mobili, un sistema di riscaldamento e uno di sicurezza.
Il moderno impianto di riscaldamento evitava, grazie alla disposizione di radiatori alti pochi centimetri su tutta l’estensione delle finestre, i problemi di condensa.

link  Villa Tugendhat

Altre FOTO  prima del restauro 12

Altre FOTO dopo il restauro 12

Design, funzionalità e sostenibilità

W+W vincitore di numerosissimi premi unisce il design al risparmio delle risorse idriche e non solo…

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Viste le dimensioni minime dei bagni che vengono ricavati nei nuovi appartamenti questo lavandino+wc unisce diverse funzionalità: ottimizza al massimo lo spazio (ingombro di 88 cm in lunghezza e 50 cm in profondità), ottimizza le risorse idriche (parte dell’acqua scaricata dal lavandino viene filtrata e riutilizzata per riempire la cisterna del water risparmiando circa il 25% del consumo medio di acqua rispetto ad un normale lavandino e wc) e inoltre si presenta con un design molto curato e moderno!

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